C'è una stramaledetta zanzara che vive ormai da giorni come un pascià nella mia auto, cibandosi del mio sangue. Stramaledetta. Le ho provate tutte per mandarla via, mi mancano giusto i fumogeni urticanti, ma niente oh, non riesco a scacciarla o eliminarla. La stronza è avanzata, geneticamente modificata, ha studiato i miei movimenti e, cavolo, mi frega sempre. Quando entro in auto la chiamo e mi agito, ma lei zitta, tutto tace. Sperando che sia morta di stenti giro la chiave e parto, e lì inizia il suo show: si mette a volare velocissima a destra e sinistra, come una pazza. Apro entrambi i finestrini sperando che il vento la risucchi fuori ma zero, è sempre lì, e sul più bello scompare sulle mie gambe. E PORCACCIA!!!!!!!!!!!!!! Sono piena di becconi.
Mi ha beccata anche stamattina. Ma in fronte. La odio. Ammetto però di nutrire nei suoi confronti una certa misura di rispetto, un pò come Zenigata per Lupin.
brevi articoli pungenti dettati dall'ispirazione ;) esperta in primi appuntamenti
martedì 31 luglio 2012
sabato 14 luglio 2012
il club di quelli che sanno se eri innamorata o no
I club non finiscono mai!!! Questo è misto maschi / femmine, persone che generalmente frequenti poco, quasi nulla, ma appena vieni mollata pretendono di conoscere da te tutti i dettagli e vogliono dirti la loro. Ve l'ho chiesta, la vostra opinione? Ma ok ci sta, è normale che sia così. Quello che mi fa proprio uscire dai gangheri, per non dire incazzare a morte, è quel passo in cui tu finalmente stai voltando pagina, ti costringi a farlo per conservarti, e loro belli belli e freschi freschi se ne escono con un "ah non ci pensi più? Bene. Vuol dire che nn eri innamorata poi così tanto."
Ma mi spieghi chi ca**o sei tu per sentenziare su come sto io e sui miei sentimenti?! Sbaglio o l'amore è una delle "cose" più soggettive che esistano? Che ne sai di cosa provavo?! Io lo trovo davvero assurdo, ma si sa: pur di dire qualcosa, pur di dare aria alla bocca...
Ma mi spieghi chi ca**o sei tu per sentenziare su come sto io e sui miei sentimenti?! Sbaglio o l'amore è una delle "cose" più soggettive che esistano? Che ne sai di cosa provavo?! Io lo trovo davvero assurdo, ma si sa: pur di dire qualcosa, pur di dare aria alla bocca...
lunedì 4 giugno 2012
Teseo e Arianna: una moderna storia (d'amore)
Conoscete tutti la storia di Teseo e Arianna? Piccolo riassunto: il Minotauro (mezzo uomo e mezzo toro) viene rinchiuso nel labirinto costruito da Dedalo (il padre di Icaro... Vabbè questa è un'altra storia). Ogni anno vengono sacrificati 7 ragazzi e 7 ragazze, in quanto il caro Minotauro è carnivoro. Teseo - il figo di questa storia - vuole porre fine al massacro di giovani e decide di uccidere il mostro. Arianna - la stupida della nostra storia - sorella del Minotauro, si scioglie alle prime due moine di Teseo e decide di aiutarlo nell'impresa. Dopotutto lui ha detto di amarla, e lei non può resistergli. Arianna dà a Teseo un gomitolo di lana rossa, il famoso filo, in modo che il ragazzo lo srotoli mentre si addentra nel labirinto e lo avvolga, dopo aver ucciso il Minotauro, per ritrovare la strada. E il piano funziona!!!! Il mostro viene seccato, e onore e gloria a Teseo che parte in nave con la sua bella verso nuove avventure. Bella che come minimo si sarà concessa una decina di volte tra prima e dopo. Perchè lui ha detto di amarla, e perchè mai dovrebbe mentire o cambiare idea dall'oggi al domani? Oh gioia, oh gaudio, il trionfo dell'amore!! Peccato che Teseo la scarichi sulla prima isola utile e lei si risvegli la mattina dopo tutta sola. E 'sti ca**i?!?!? Puttaniere, lui! Sedotta e abbandonata, lei!
ARIANNA UNA DI NOI!
Ragazze, la storia insegna: non è stata la prima e non sarà l'ultima della storia ad essere usata e gettata. Ragazze, ieri come nell'antichità, occhi aperti!
ARIANNA UNA DI NOI!
Ragazze, la storia insegna: non è stata la prima e non sarà l'ultima della storia ad essere usata e gettata. Ragazze, ieri come nell'antichità, occhi aperti!
lunedì 7 maggio 2012
il primo appuntamento
Pensavo / speravo di aver ormai superato questa fase, e invece no. Ormai temo sia una cosa che non passerà.
Si può abolire il primo appuntamento? Ma facciamolo!
Mi spiego. L'altra sera si parlava tra amiche di quanto possa essere "pesante" il first date.
Apro parentesi, mica facile essere ragazza single nel 2012!!!! Un applauso.
Detto ciò, torniamo a bomba sull'argomento: devi uscire con "uno". Uno nuovo. Questo vuol dire che non sai praticamente nulla di lui... sì, a parte tutti i millemila dettagli che tu, sagace investigatrice, hai scovato su facebook e da conoscenze comuni. Ma tendenzialmente sono ca**ate che non ti tornano utili.
Parliamoci chiaro, non sai nulla di lui e ci devi passare minimo 3 ore che si spera siano piacevoli.
Non hai idea di come vestirti, il che sembra una cavolata, ma se lui è un tipo super sportivo e tu fighetta (o contrario) ... dai... diventa imbarazzante. Tacchi? Trucco leggero? Jeans? Boh.
Non hai idea di dove ti porterà... su, "cena in un posto carino" è un pò troppo generico.
Cerchi di mostrare il meglio di te e di essere la ragazza più brillante e divertente del pianeta, solo che non è reale, non sei reale, NON puoi essere così a vita. Che poi finisce dopo mesi con un bel "ti ho conosciuta e mi piacevi ma poi ti ho conosciuta meglio e non mi piaci più". Beo.
Perciò il primo appuntamento è (cerco sinonimi di "falso" su google) "mendace, menzognero, impostore".
Una me*da.
Che poi l'85% delle volte ti diverti (statistica), però nel frattempo hai accumulato una buona dose di ansia da prestazione.
E poi "paghi tu, no tocca a me..." e bla bla bla.
Il secondo appuntamento è già meno peggio. Perlomeno sai come vestirti, cosa ti puoi aspettare, dove andrà a parare la conversazione. Sei più rilassata.
Aboliamo 'sto benedetto primo appuntamento e passiamo direttamente al secondo?
Grazie
Si può abolire il primo appuntamento? Ma facciamolo!
Mi spiego. L'altra sera si parlava tra amiche di quanto possa essere "pesante" il first date.
Apro parentesi, mica facile essere ragazza single nel 2012!!!! Un applauso.
Detto ciò, torniamo a bomba sull'argomento: devi uscire con "uno". Uno nuovo. Questo vuol dire che non sai praticamente nulla di lui... sì, a parte tutti i millemila dettagli che tu, sagace investigatrice, hai scovato su facebook e da conoscenze comuni. Ma tendenzialmente sono ca**ate che non ti tornano utili.
Parliamoci chiaro, non sai nulla di lui e ci devi passare minimo 3 ore che si spera siano piacevoli.
Non hai idea di come vestirti, il che sembra una cavolata, ma se lui è un tipo super sportivo e tu fighetta (o contrario) ... dai... diventa imbarazzante. Tacchi? Trucco leggero? Jeans? Boh.
Non hai idea di dove ti porterà... su, "cena in un posto carino" è un pò troppo generico.
Cerchi di mostrare il meglio di te e di essere la ragazza più brillante e divertente del pianeta, solo che non è reale, non sei reale, NON puoi essere così a vita. Che poi finisce dopo mesi con un bel "ti ho conosciuta e mi piacevi ma poi ti ho conosciuta meglio e non mi piaci più". Beo.
Perciò il primo appuntamento è (cerco sinonimi di "falso" su google) "mendace, menzognero, impostore".
Una me*da.
Che poi l'85% delle volte ti diverti (statistica), però nel frattempo hai accumulato una buona dose di ansia da prestazione.
E poi "paghi tu, no tocca a me..." e bla bla bla.
Il secondo appuntamento è già meno peggio. Perlomeno sai come vestirti, cosa ti puoi aspettare, dove andrà a parare la conversazione. Sei più rilassata.
Aboliamo 'sto benedetto primo appuntamento e passiamo direttamente al secondo?
Grazie
mercoledì 25 aprile 2012
la guerra dei cappotti
"Ho vinto la guerra dei cappotti" - "Eh?"
C'è un momento, tra circa marzo ed aprile, in cui le ragazze abbandonano i pesanti piumini e triano fuori dagli armadi i più primaverili cappotti. Ed inizia la guerra. Una tacita guerra fredda a suon di stoffe, colori e cinturini: la guerra dei cappotti. Una competizione sana, in quanto non sono previsti sgarbi, frecciatine o altro, semplicemente ci si guarda e si stabilisce la vincitrice, senza bisogno di parlare.
E' una consuetudine che si tramanda da generazioni, un pò come il carnevale di Venezia.
Tu, uomo, non ne hai mai sentito parlare? La cosa non mi stupisce... Dopotutto, a quale uomo interesserebbe un argomento del genere?
Ma per noi è un evento importantissimo: in palio c'è la gloria che dura una stagione. Hai detto niente!!! Alla prima occasione utile di uscita con le amiche si definisce la prima in classifica e basta, ci si rivede l'anno prossimo con i nuovi modelli.
Ma non si tratta solo di moda: non vince per forza il cappotto più costoso, ma quello che meglio si addice alla ragazza, è una questione sopratutto di personalità.
Io sono 3 anni che vinco. Non per niente.
C'è un momento, tra circa marzo ed aprile, in cui le ragazze abbandonano i pesanti piumini e triano fuori dagli armadi i più primaverili cappotti. Ed inizia la guerra. Una tacita guerra fredda a suon di stoffe, colori e cinturini: la guerra dei cappotti. Una competizione sana, in quanto non sono previsti sgarbi, frecciatine o altro, semplicemente ci si guarda e si stabilisce la vincitrice, senza bisogno di parlare.
E' una consuetudine che si tramanda da generazioni, un pò come il carnevale di Venezia.
Tu, uomo, non ne hai mai sentito parlare? La cosa non mi stupisce... Dopotutto, a quale uomo interesserebbe un argomento del genere?
Ma per noi è un evento importantissimo: in palio c'è la gloria che dura una stagione. Hai detto niente!!! Alla prima occasione utile di uscita con le amiche si definisce la prima in classifica e basta, ci si rivede l'anno prossimo con i nuovi modelli.
Ma non si tratta solo di moda: non vince per forza il cappotto più costoso, ma quello che meglio si addice alla ragazza, è una questione sopratutto di personalità.
Io sono 3 anni che vinco. Non per niente.
domenica 1 aprile 2012
tu non puoi capire
Pensavo che la frase più odiosa con cui qualcuno potesse concludere un discorso fosse “Te l’avevo detto”. Però poi ho pensato che in effetti al “Te L’avevo detto” si può sempre rispondere con qualcosa, tipo con “Ma avevo capito male” oppure “Ma avevi detto così” o altro ancora, e quindi si ha modo di dire la propria.
Esiste invece un’altra frase che è in assoluto la più odiosa da sentirsi dire: “Tu non puoi capire”.
Perché al “Tu non puoi capire” non puoi rispondere niente perché appunto non hai argomenti di cui trattare.
E’ come se due tuoi amici stessero parlando tra di loro di un film che tu non hai visto o un libro che tu non hai letto: non puoi dire la tua né intervenire in alcun modo. Che poi il “Tu non puoi capire” si accompagna ad un espressione facciale di misto sofferenza/compassione che ti fa intuire la pesantezza della situazione di vita vissuta. Che tu non puoi capire perché non l’hai vissuta e se mai la vivrai sarà sempre troppo tardi perché c’è chi l’ha già passata e ha un consiglio da darti in merito
mercoledì 21 marzo 2012
il numero che chiami più spesso
Per ogni operatore telefonico esiste almeno una promozione per telefonare a costo ridotto al numero della persona preferita. Che sia l’amico, il fidanzato, la mamma o l’amica del cuore.
Consiglio spassionato dalla mia pregressa esperienza: non la attivate MAI.
Io, recidiva, ho attivato tale promozione per ben 3 volte: con due fidanzati e con un’amica, ovviamente in momenti diversi. E con tutti e 3 è finita male. Intendiamoci: io litigo praticamente con tutti, se conosco 10 persone state certi che sicuramente con 9 è successo qualcosa, però c’è litigio e litigio. Con queste 3 della promozione i rapporti sono finiti, sono finiti in malo modo, sono finiti così in malo modo che non mai più rivisto le persone in questione . E l’unica cosa che accomuna questi 3 soggetti è la promozione.
È stato un po’ come chiamarsela, auto portarsi sfiga, attirare la macumba su di sé.
Attivi la promozione e nel giro di un mese rompi tutti i rapporti.
Quindi vi consiglio di attivarla con qualcuno per cui non nutrite particolari sentimenti, e altrimenti non dite che non ve l’avevo detto.
giovedì 16 febbraio 2012
il quid
Le migliori storie non sono nate a causa sua. Nessuno sa bene identificare cosa sia di preciso, di sicuro si sa che è una cosa talmente irritante che per definirla hanno dovuto usare la lingua morta più odiata dagli studenti.
Il quid, questo sconosciuto.
Quid che vuol dire tutto e non vuol dire niente. A cui non si può dare definizione. E a cui ovviamente non si può rispondere nulla una volta che ti sia proposto.
“Non fraintendermi..sei fantastica: simpatica, intelligente, bella … però …”
“...Però?”
“… Però ecco non è scattato qualcosa … manca … quel quid”
Eccolo là che compare.
Il tutto accompagnato da faccia di circostanza e sorrisetto compassionevole.
La più ignobile delle scuse usata per scaricarmi.
E io ho ucciso per molto meno.
Se proprio dovete scaricarci inventatevi almeno una motivazione decente. Diteci piuttosto che preferite essere single e farvi tutta la città, e non montateci la testa con decine di complimenti quando poi il risultato finale è sempre lo stesso. Mica ci rimaniamo meno male a sapere la vera verità, tanto il succo non cambia: è finita.
Ma ragazze non temete, ho ovviato il problema, ho trovato una soluzione che potete fare vostra.
Potevo scrivere un pezzo senza pensarci su in modo approfondito?
Dunque, molto semplice: se non l’avete già, uscite di casa e comprate un pesce rosso, fatto? Benissimo. Ora invitate da voi il ragazzo che sapete starà per scaricarvi, ed alla frase “purtroppo manca quel quid” potete tronfiamente rispondere: “Il quid? Ah il pesce rosso dici? Tranquillo, è di là in cucina che nuota beato, gli ho appena dato il mangime”.
lunedì 13 febbraio 2012
il maiale e la scimmia
Qualche sera fa, a cena con amici, si parlava del trapianto sperimentale di un rene da un maiale ad una scimmia. A parte il fatto che è davvero da psicopatici parlare di trapianti tra animali tra un bicchiere di vino ed una forchettata di spaghetti, comunque si diceva che dopo l’operazione la scimmia in media vive un mese ed è un buon traguardo nella prospettiva del trapianto poi ad un umano. Il primo e unico commento a questa storia è stato : “Oh povera scimmietta”.
Già, e il maiale? Voglio dire, cos’è questa discriminazione? La scimmietta ci trasmette simpatia ed allegria, è vero, ma anche il maiale in gioventù è stato un dolce cucciolo. Molti di voi avranno visto il film “Babe - maialino coraggioso” , dove Babe era appunto un piccolo e rosa maialino desideroso di affetto. Ci sta che del maiale non si butta mai nulla e che lo leghiamo all’idea del rotolarsi nel fango e della mortadella, ma è pur vero che se gli togliamo un rene, pover’anima, soffrirà anche lui. Ovviamente ho espresso subito questa mia opinione e mi è stato risposto: “Ma la scimmia potrebbe essere un tuo antenato, perché noi discendiamo dalle scimmie” . Alchè, ed è stato più forte di me, ho risposto: ”Ah si? Beh, i parenti ci capitano, mentre gli amici ce li scegliamo … e i miei ex erano tutti dei maiali”.
martedì 24 gennaio 2012
il club di quelli che SANNO cosa si sono persi
Sicuramente (???) vi ricorderete del post http://ilprincesspensiero.blogspot.com/2011/08/il-club-di-quelli-che-non-sanno-cosa-si.html?spref=tw che tratta di coloro che non sanno cosa si sono persi di te, in quanto non ti calcolano per nulla. Potevo tralasciare il club di coloro che invece sono assolutamente consapevoli di quello a cui stanno rinunciando?!
Ancora più subdoli, loro! Perché ti fanno la scena madre di quelli che stanno soffrendo e che sono proprio degli stupidi a lasciarti andare. Però, guarda caso, ti stanno mollando.
Ma se solo tu fossi arrivata poco prima o poco dopo… Sei splendida e perfetta. E cavolo quanto è stato bello conoscerti e stare con te, anche se per poco tempo!!! Se solo… Ma non è colpa tua, tranquillizzati. E’ colpa loro, tu non puoi far nulla perché non c’entri, non dipende da te, solo da loro. Se potessero si fustigherebbero lì davanti a te per dimostrartelo. Anzi, sicuramente stanno nascondendo il cilicio sotto i jeans. E tu non puoi aggiungere nulla perché loro ti apprezzano, oh non sai quanto, ma è una causa di forza maggiore… mamma che cosa strappalacrime, che scena madre della tristezza. Da premio Oscar.
Sì, ti stacco la testa a vangate e poi mi dici se soffri davvero o no.
Ma dire la verità è così difficile?! "Mi sono divertito, ma sei troppo pressante, non mi va di stare con te". Inizialmente devastante, ma efficace e sincero. "Ma no, che dici, io vorrei tanto stare con te, ma purtroppo sei la persona giusta nel momento sbagliato....". Eccola là.
Mi piacerebbe tanto avere una macchina del tempo... sì, per arrivare giusto quel “poco prima o poco dopo”, quel tanto che basta, e vedere quale altra fantasiosa scusa sarebbe uscita da quelle menti malsane per scaricarmi.
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